DOMINIKA MANDA A CASA CAROLINE

La Cibulkova batte in tre set la Wozniacki e stacca il pass per i quarti di finale dell'All England Tennis Club. Oltre alla slovacca, avanzano anche Sharapova, Kvitova, Azarenka, Lisicki e Paszek
lunedì, 27 Giugno 2011

Londra (Gran Bretagna) – Cinque biondissime e una castana chiara (la Paszek) nei quarti di finale di Wimbledon. E’ questo l’esito del secondo lunedì di gare all’All England Tennis Lawn Tennis and Croquet Club. Il giorno più intrigante, secondo molti, perché negli ottavi di finale si può ammirare la “crema” del tennis, che si scontra per un posto al solo nel terzultimo round dello Slam verde. A priori, i match destavano tutti tanta curiosità. Le favorite Wozniacki (n.1 del tabellone), Victoria Azarenka (n.4) Maria Sharapova (n.5), Petra Kvitova (n.8), la sorprendente Lisicki e la carnefice della Schiavone Paszek, erano infatti chiamate ad una prova di maturità non indifferente. In un torneo che ha saputo finora regalarci tante sorprese (fuori anzitempo nomi roboanti comi Zvonareva, Li, Schiavone, Ivanovic e Kuznetsova), le teste di serie hanno capito che dietro ad ogni incontro si nascondono insidie, cioè giocatrici in ascesa o outsider che sui prati di Londra hanno trovato la magia.

Caroline saluta. A priori c’era molto da aspettarsi da questi ottavi. Ma le emozioni vere ce le ha regalate solo il match della regina del ranking (esclusi quelle delle Williams, su cui abbiamo deciso di dedicare un articolo a parte), battuta da un’indemoniata Cibulkova con lo score di 16 76(5) 75). Per il resto, sugli altri campi di Wimbledon l’andamento delle gare è stato molto netto, con le favorite che non hanno lasciato spazio alle rivali. L’Azarenka ha asfaltato la Petrova con un doppio 62; la Sharapova ha fatto la voce grossa contro la Peng, che ha resistito un set (64 62 lo score finale); la Lisicki può proseguire il suo sogno (la tedesca è in asosluto la giocatrice che, per il difficile recente passato fatto di infortuni e occasioni sciupate, merita maggiormente i quarti) dopo la vittoria agevole contro la Cetkovska (76(3) 61 il punteggio); la Kvitova è stata la solita schiacciasassi contro la Wickmayer; la Paszek, nome meno nobile fra quelli sovracitati, ha avuto la meglio sulla Pervak, nel match più equilibrato (c’era da aspettarselo, data la mancanza di una superfavorita allo start).

E così, aspettando l’esito dell’ultima big in campo (Venus), le sei bionde incidono il loro nome fra le ultime otto della 125esima edizione di Wimbledon. Domani queste protagoniste saranno di nuovo in campo, nella giornata tutta dedicata al tennis in rose con i quattro incontri del tabellone femminile. Sarà un’altra giornata tutta da vivere, con quattro match che faranno scintille. Kvitova a parte, che attende la vincente di Venus-Pironkova, le altre sono già a conoscenza della loro prossima rivale. Dall’alto verso il basso troviamo dunque Cibulkova contro Sharapova, Lisicki-Bartoli e Azarenka contro Paszek.

Ci sarà da divertirsi, nell’ennesima giornata di un torneo femminile che di emozioni, finora, ne ha date davvero tante.

La cronaca degli ottavi femminili.

Cibulkova (n.24) b. Wozniacki (n.1) 16 76(5) 75. Non c’è giorno che non ne succeda una, nel tabellone femminile di Wimbledon. Quasi tutte le favorite, per ranking o blasone, stanno cadendo come mosche, lasciando spazio a nuove (o riciclate) protagoniste. Tutte meritatamente avanti, aggiungiamo. Oggi è stata la volta di Marion Bartoli, vincente sulla campionessa in carica Serena Williams, e di Dominika Cibulkova che, nel match più interessante della giornata, ha sbattuto fuori dal torneo la numero 1 del mondo Caroline Wozniacki. La quale dice addio all’ennesimo torneo Slam, una macchia sempre più indelebile nel suo palmares. Non alzerà il Rosewather Dish, la danese. Perché la slovacca, mai spintasi oltre il terzo turno sui prati inglesi, l’ha presa a pallate dal secondo set in poi. Rinascendo come una Fenice dalle ceneri di una prima frazione di gara anonima e fallosa, Dominika ha cominciato a macinare gioco con un dritto devastante. Centrata con il corpo e sempre in possesso del ritmo del palleggio, la numero 24 del seeding ha fatto correre come una matta la regina del ranking, chiudendo il secondo set dopo aver fallito tre chance. Nell’ultima partita chi si aspettava un colpo di coda di Caroline è rimasto deluso, perché il gioco l’ha continuato a gestire la piccola slovacca (appena 160 cm d’altezza) che, pur andando a intermittenza con il servizio, ha sempre picchiato sulla palla. Ed è stata anche brava a crederci, poiché nel game d’apertura la Wozniacki era stata abile ad approfittare del passaggio a vuoto della rivale, centrando il break. La Cibulkova però, le ha prima restituito lo sgarbo nelle delicate prime fasi del set (24′ per 3 game) e poi ha aspettato l’occasione giusta, arrivata nell’undicesimo gioco (6-5). Nell’ultimo game Caroline ha annullato due match point, ma al terzo si è arreso, salutando senza sorrisi e senza rimpianti l’ennesiamo Major giocato da “finta” protagonista.

Victoria Azarenka (n.4) b. Nadia Petrova 62 62. Dopo la paura contro Daniela Hantuchova, l’ottavo di finale non ha presentato insidie per Victoria Azarenza, numero 4 del tabellone. Poco più di un’ora di allenamento per la bielorussa, che ha dominato la scena su Nadia Petrova, spettatrice non pagante sul Campo 3. Con gliearly break sia nel primo che nel secondo set Victoria ha messo in cassaforte il quinto match in carriera contro la russa (2 a 2 prima di oggi, con posta spartita anche nei due precedenti a Wimbledon). Tanti gli errori del carrarmato Petrova che, seppur dotata di un tennis molto potente, oggi ha sbagliato davvero tanto nei rallies, mentre dall’altra parte della rete la numero 4 del tabellone è stata sempre padrona degli scambi.

Maria Sharapova (n.5) b. Shuai Peng (n.20) 64 62. E’ durata un set, il primo, la resistenza di Shuai Peng con Maria Sharapova. Nel primo parziale infatti, la palindroma cinese si è appoggiata benissimo alle pallate della siberiana che solo nel nono game è risucita a breakkare l’avversaria. Dopo aver portato a casa il primo parziale, per Masha si è spianata la strada per i quarti di finale, traguardo raggiunto per l’ultima volta nel 2006 (perse in semifinale contro la Mauresmo).

Lisicki b. Cetkovska 76(3) 61. Non si ferma più Sabine Lisicki. Dopo le lacrime di dolore agli ultimi French Open (si infortunò sul 52 in suo favore nel terzo set contro la Zvonareva) la tedesca è passata a quelle di gioia dopo il match perfetto contro Na Li. Da lì in poi per la numero 62 del ranking (best nel 2009 alla 22esima posizione) è cominciato un nuovo torneo. Sgretolata la Doi al terzo turno e annichilita Petra Cetkovska quest’oggi. La ceca però, non ha fatto la sparring partner, almeno nel primo set in cui, grazie al servizio e ad una buona profondità di colpi, ha costretto la Lisicki al tie break. Terminato il primo parziale si è di fatto chiuso l’incontro, con Sabine che in 24 minuti ha sbrigato la pratica con il solito servizio bomba (8 gli ace) e con una solidità segno di una sempre maggior confidenza.

Kvitova (n.8) b. Wickmayer (n.19) 60 62. Sguardo da killer e zero punti deboli. Lo abbiamo già scritto a proposito di Petra Kvitova. E se continuerà a proporre questo tennis, continueremo a scriverlo fino a sabato prossimo. Le ceca fa paura anche a chi ammira le sue partite. Gli occhi di ghiaccio fanno trasparire solo la concentrazione che questa tennista ha durante i suoi incontri. Ci può essere chiunque, dall’altra parte della rete. A lei non interessa. Lei chiude il match con il 94% di punti con la prima (ma è stato 100% per tutto il primo set) attacca quando altre tenniste si difenderebbero, lascia le briciole. La Wickmayer, simile nel gioco e nei tratti somatici, fa però la parte della comparsa nei 45 minuti (!) di non gara. Petra avanza, attenzione a Petra.

Paszek b. Pervak 62 26 63. Era l’ottavo meno nobile della gioranta. Sul Campo 14 si affrontavano due tenniste mai giunte fino ai quarti dello Slam verde (in realtà la Pevak era alla prima apparizione a Londra). Ne è uscito un match giocato più sui nervi che su enormi potenzialità tecnico-tattico e risolto dalla carnefice della Schiavone con lo score di 62 26 63. Soprattutto nel parziale decisivo le due hanno dato tutto quello che avevano (anche qualcosa in più, dato che entrambe hanno richiesto il medical time ut per riprendere un po’ di fiato in più). Sul 4-3 per l’austriaca (era dai tempi di Barbara Schett che una tennista “asburgica” non arrivava ai quarti di uno Slam) la Pervak ha avuto 4 palle break per rimettere in parità il set, ma non è riuscita ad approfittarne, regalando così nuova linfa a Tamira, vincente per 63.

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