WTA AWARDS: CHI SONO LE MIGLIORI?

Sono state rese note le candidate ai Wta Awards 2012. Facciamo un breve bilancio della stagione: tra Sara Errani, Roberta Vinci, Venus e Serena Williams e Victoria Azarenka
giovedì, 15 Novembre 2012

Sono state annunciate le candidate ai Wta Awards 2012, che la WTA conferisce ogni anno, dal 1978, alle tenniste che si sono maggiormente distinte durante la stagione. Il riconoscimento si divide in quattro categorie principali: “Player Of The Year”,  “Comeback Player of the Year”“Best Newcomer”“Team of the Year” (per le coppie di doppio) e “Most Improved Player”. Vediamole insieme.

 

“PLAYER OF THE YEAR” (“Giocatrice dell’Anno”)

Candidate:

– Victoria Azarenka (BLR) 

– Maria Sharapova (RUS) 

– Serena Williams (USA) 

Le tre dell’Ave Maria. Le dominatrici della stagione sono loro. Senza dubbio alcuno. Victoria Azarenka ha quest’anno dimostrato di sapere scacciare i demoni interiori degli anni passati e di essere la più forte del mondo, fin da subito. Inizia la stagione in quarta conquistando quattro tornei di fila con 26 vittorie consecutive (fermata solo a Miami dall’invasata bimane Marion Bartoli). Sconfigge Maria Sharapova agli Australian Open, riuscendo a superarla anche nella peculiare gara dei decibel spaccatimpani – e non è cosa da poco. Continua la stagione con straordinaria costanza e un ottimo rendimento nei Majors (se si esclude l’eliminazione agli ottavi nell’Open di Francia per mano dell’abat-jour Cibulkova): semifinale a Wimbledon e finale agli Us Open, dove aveva anche avuto la possibilità di chiudere il match al servizio al terzo set, per poi venire rimontata dall’uragano-Serena. Un mese dopo vince Pechino e trova anche il tempo di fare bottino tra i monti di Heidi, nel torneucolo di Linz: invece di darle un assegno, pare che l’abbiano premiata con del cioccolato.

Il 2012 è stato un grande anno anche per Maria Sharapova. La bella siberiana è andata quasi sempre avanti nei tornei che contano ma di rado ha saputo sfruttare le proprie occasioni: per lei solo 3 i titoli conquistati (Roland Garros, Roma e Stoccarda) a fronte di ben 6 finali perse (tra cui quelle agli Australian Open e alle Olimpiadi). Maria si è dimostrata comunque la più forte sulla terra rossa: proprio a Parigi ha sconfitto di misura la nostra Sara Errani, diventa la decima tennista della storia a completare il ‘Career Slam‘. Curioso per una che in passato aveva dichiarato di sentirsi, su questa superficie, come una “mucca sul ghiaccio”.

E poi, c’è Serena Williams. Potete anche non darle il premio, lei probabilmente lo caccerebbe in soffitta prima di farsi una settimana ai tropici con la nuova fiamma, il coach Patrick Moratoglou. Però sappiamo tutti chi è la regina del 2012. I numeri sono alla mano: sette tornei vinti su quindici giocati (tra cui due Slam, il Masters e l’Olimpiade).Serena come Attila: dove è passata ha fatto strage delle più illustri rivali con una semplicità disarmante. Aga, Vika, Masha: per lei è uguale. Spacca tutte, dimostrando di essere troppo superiore per la concorrenza; ed evidenziando l’attuale – imbarazzante – pochezza del circuito Wta. Serena Williams chiude la stagione come n. 3 del ranking, anche se per il mondo è la numero uno: il computer sa far di calcolo, ma non capisce nulla di tennis, dicono. In un certo senso, è proprio così.

 

“COMEBACK OF THE YEAR” (“Ritorno dell’anno”)

Candidate:

– Venus Williams (USA) 

– Hsieh Su-Wei (TPE) 

– Yaroslava Shvedova (KAZ) 

– Kristen Flipkens (BEL) 

Gli dei non sono intoccabili. Venus Williams, nonostante i trentadue anni e una malattia debilitante (la rara sindrome di Sjogren) ha avuto l’umiltà e il coraggio di rimettersi in gioco e ricominciare da zero una carriera che sembrava finita. Ha iniziato la stagione da n. 134 del mondo, come una esordiente qualunque. Ha accettato le batoste, talvolta brucianti e indegne del suo nome: di queste ricorderemo la più clamorosa, avvenuta quest’anno nella ‘sua’ Wimbledon per mano della modesta Elena Vesnina, dove aveva raccolto solo quattro game. Vederla soccombere al primo turno, umiliata e offesa in quello stesso Centre Court che l’aveva vista trionfatrice di ben cinque edizioni era stata una sensazione strana e dolorosa.

Venus però ha saputo anche togliersi molte soddisfazioni: raggiunge i quarti a Miami, dove mette in riga Ana Ivanovic e Petra Kvitova prima di cedere alle trappole della maggiore della Radwanska. Ad agosto conquista la semifinale di Cincinnati, battendo a ruota Kirilenko, Stosur e la nostra Sara Errani. Venere riesce infine a vincere il suo primo torneo dopo oltre due anni di digiuno. Accade un mese fa, a Lussemburgo. La maggiore delle Williams conclude la stagione con una vittoria e la 24esima posizione nel ranking.

La storia di Venus Williams ha il fascino crepuscolare di una tragedia grecaBorges, nel racconto “L’artefice”, immagina il ritorno di tutte le divinità classiche nel mondo attuale. Ma questi dei, a causa di un sonno durato secoli, sono numi “stanchi”, ormai incapaci di regnare sovrani in un mondo troppo cambiato. E lei, così è stata. Una dea “stanca” che ha accettato di scendere dal piedistallo e di lottare con le altre nei tornei di seconda fascia. Lei che di divino ha tutto, a partire dal nome.

Per noi non può non essere lei la vincitrice di questo riconoscimento. Una campionessa con all’attivo 7 slam e un oro olimpico in singolare che tuttavia si emoziona ancora durante la cerimonia di premiazione nel Palasport del modesto International di Lussemburgo. Facile essere grandi campioni quando si è all’acme della gloria, più arduo avere il coraggio di esserlo nella parabola discendente. Ancora più difficile non pensare al ritiro quando si hanno decine di titoli nel palmarés e un conto in banca da capogiro.

E’ giusto spendere due parole anche per l’occhialuta Kristen Flipkens, dotatissima belga che, superato un grave infortunio al polso, ha visto in questo 2012 l’anno del riscatto. Dopo un inizio stagione speso nei challenger, raggiunge buoni risultati nei tornei maggiori, con la vittoria a Quebec City e le semifinali di s’-Hertogenbosch e Linz. Kristen è grande amica di Kim Clijsters, che nell’ultimo periodo l’ha seguita durante gli allenamenti e nel 2013 potrebbe anche diventare il suo coach. “La conosco da 20 anni, per me è una sorella maggiore. Si è presa cura di me e ha cercato di aiutarmi. Per tutti lei è una grande tennista ma per me lei è soltanto Kim”.

Da menzionare sono infine la tignosa Su-Wei Hsieh e la maschia kazaka Yaroslava Shvedova, che i fan di Sara Errani ricorderanno con sgomento: era stata lei a infliggerle quel famigerato Golden Set (24 punti a 0) nel terzo turno di Wimbledon 2012.

 

 “TEAM OF THE YEAR”: (“Coppia dell’Anno”):

Candidate:

– Sara Errani / Roberta Vinci (ITA) 

– Andrea Hlavackova / Lucie Hradecka (CZE) 

– Liezel Huber / Lisa Raymond (USA)

– Maria Kirilenko / Nadia Petrova (RUS)

– Serena Williams / Venus Williams (USA)

‘Chichis’ alla riscossa. D’accordo, siamo di parte. Il fenomeno delle Chichis ha travolto davvero tutti. Professionisti, amatori, giovani, vecchi, belli e brutti. E’ straordinario cosa siano riuscite a fare queste ragazze, in un solo anno: vittoria al Roland Garros e agli Us Open, finale agli Australian Open e un’altra decina di titoli (tra cui Madrid e Roma, tanto per gradire). Roberta Vinci e Sara Errani sono numero uno e due del mondo nel doppio, a oltre 2000 punti di distacco dalle ceche Hlavackova/Hradecka. Sono loro le dominatrici della stagione: questo premio tocca a loro. Ormai celebre è il loro ballo “Petto-dito-mano” che hanno accennato durante la premiazione a Flushing Meadows. Insomma, Sara e Roberta dopo anni spesi all’ombra delle generalesse Flavia Pennetta e Francesca Schiavone possono ora godere del meritato successo. Grazie al loro affiatamento e alla loro intelligenza tattica hanno potuto supplire al fatto di non essere alte un metro e ottanta – o di non servire ai 200 km/h – come le colleghe russe o americane. A suon di lob, palle tagliate e dropshot hanno portato al manicomio le giunoniche picchiatrici dell’est e dell’ovest. Unica macchia, la tremenda sconfitta subita contro le Williams nei quarti alle Olimpiadi di Londra. Lo score fu implacabile: 61 61. Sara Errani era uscita dal campo con le lacrime agli occhi: “troppo forti” le statunitensi.“Serena gioca come un uomo” dichiarerà Sarita pochi mesi più tardi. Pazienza. Agli uomini lasciamo le cose da uomini; tra le piccole donne, le numero uno siete voi.

 

“MOST IMPROVED PLAYER” (“Progresso dell’anno”):

Candidate:

– Angelique Kerber (GER)

– Sara Errani (ITA) 

– Varvara Lepchenko (USA) 

– Raquel Kops-Jones / Abigail Spears (USA) 

La leva tennistica dell’87. Un’altra candidatura tricolore compare in questa categoria. E’ ancora Sara Errani, classe 1987, che dopo anni spesi a ridosso delle prime 50 del mondo si è resa protagonista di una stagione incredibile. Troppe parole servirebbero per raccontare la sua favola. Tanti i successi conquistati nell’arco dell’anno: i quarti a Melbourne, la finale al Roland Garros, l’agognata partecipazione al Masters di fine anno.

Altra valida pretendente a questo premio è Angelique Kerber, che ha disputato una stagione altrettanto ricca di successi. Però la tedesca non ha raggiunto una finale di uno Slam. Contro Sara, Angie ha inoltre rimediato due sonore sconfitte negli appuntamenti importanti (ai quarti dell’Open di Francia e agli ottavi di New York). Quindi, tutto ci lascia credere che sarà lei ad aggiudicarsi questa onorificenza. Per noi, ha già vinto.

 

“BEST NEWCOMER” (“Novità dell’anno”):

Candidate:

– Kiki Bertens (NED)

– Laura Robson (GBR)

– Sloane Stephens (USA)

– Heather Watson (GBR)

Piccole inglesine crescono. Tra le nuove leve ecco che spuntano queste balde virgulte. Kiki Bertens (21 anni), diafana olandesina dal servizio potente che quest’anno ha conquistato il suo primo torneo Wta a Fés, Marocco, partendo dalle qualificazioni. Poi, l’americanina di colore Sloane Stephens, classe ’93, nominata da alcuni la “nuova Williams”. Nonostante le grandi aspettative nutrite dal pubblico yankee, non credo sia lecito aspettarsi da lei un futuro da fuoriclasse: il suo gioco è spesso di contenimento, a rete combina disastri. Il suo dritto è però qualcosa di sublime. La Stephens è attualmente la più giovane tra le top 50: tra i suoi risultati migliori ricordiamo gli ottavi al Roland Garros e il terzo turno a Wimbledon e agli Us Open. Completano la lista le due nuove speranze del tennis inglese: Laura Robson e Heather Watson. La prima, diciottenne dal viso pulito e dal tennis che ricorda la Kvitova, ha raggiunto a sopresa gli ottavi a New York battendo Clijsters e Li. Due mesi prima aveva vinto la medaglia olimpica di bronzo nel doppio misto, a fianco dello struzzo Andy Murray. Mentre tutta la stampa inglese la celebra come la nuova Virginia Wade, è però una connazionale a mettere a segno un’importantissima vittoria per il tennis d’oltremanica: Heather Watson, appunto, che vincendo il torneo di Osaka (dopo aver salvato 4 matchpoint in finale) è diventata la prima tennista britannica a vincere un titolo Wta dal 1988.

Insomma, chi vivrà, vedrà. Le due piccole inglesine crescono, dunque, sotto lo sguardo rapace e goloso di mamma Judy Murray (che, per chi non lo sapesse, è la capitana della Fed Cup inglese). Manca Camila Giorgi, ovviamente. Auguriamoci che nel 2013 conquisti anche lei un seggio fra le spumeggianti “novità dell’anno”.


3 Commenti per “WTA AWARDS: CHI SONO LE MIGLIORI?”


  1. lorenzo minetto ha detto:

    PS
    io alle olimpiadi c’ero.. lasciate perdere, Serena è semplicemente di un altra categoria.

  2. lorenzo minetto ha detto:

    Serena miglior giocatrice
    Serena e Venus miglior doppio
    malgrado venus sia l’ombra della giocatrice che era hanno vinto le olmpiadi a mani basse, chiedere alle malcapitate azzurre
    miglior progresso SARA ERRANI senza dubbio

    per le altre categorie non vedo chi meriti una segnalazione

  3. maria ha detto:

    bellissimo articolo!


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