RITORNO SULLA TERRA

Wimbledon chiude il sipario, e il circuito regala un ultimo scampolo di tennis su terra rossa. A Bastad Flavia Pennetta è la favorita, mentre Budapest offre un tabellone di difficile lettura
lunedì, 5 Luglio 2010

5 Luglio 2010 – Dopo la breve stagione erbivora, il circuito femminile torna sulla terra rossa per gli ultimi strascichi del periodo primaverile. Ancora cinque tornei su terra prima di un finale tutto dedicato alle superfici veloci. Si inizia con due tornei international da 220.000 dollari di montepremi a Budapest e Bastad.  Con le primissime del mondo a festeggiare (Serena) o a leccarsi le ferite (tutte le altre), la ribalta è per giocatrici meno quotate, fatte alcune eccezioni notevoli. La giocatrice dalla migliore classifica impegnata in questi giorni è Flavia Pennetta, prima favorita a  Bastad, dove si sono iscritte anche Alberta Brianti e Maria Elena Camerin (già sconfitta), mentre Roberta Vinci e Tathiana Garbin sono impegnate l’una contro l’altra nel primo turno di Budapest.

Tutte contro Flavia. Partiamo quindi da Bastad, dove Flavia Pennetta parte in pole position per conquistare il decimo titolo di singolare e in doppio, specialità in cui prosegue il proficuo sodalizio con Gisela Dulko (tre titoli quest’anno e seconda posizione nella corsa verso il master di fine anno).

Pur mancando le due finaliste dello scorso anno, Wozniacki e Martinez-Sanchez (vincitrice), il tabellone presenta alcune insidie per Flavia, a partire da Aravane Rezai, numero 2 del tabellone, che ricordiamo trionfatrice nel Tier I di Madrid a metà maggio. La seconda fila delle favorite è invece composta da Lucie Safarova, numero 3 e potenziale avversaria della Rezai, e Gisela Dulko che secondo il ranking dovrebbe sfidare la compagna di doppio in semifinale. Meno altisonante il resto del “seeding”, composto da Parra Santonja, Kerber, Arvidsson e Zahlavova Strycova.

Verso un derby. Flavia esordirà contro la wildcard diciottenne Anna Brazhnikova. La svedese di evidenti origini slave (uzbeche, per la precisione) non può certo spaventare la brindisina dal basso della sua 522-sima posizione mondiale frutto di risultati evidentemente molto modesti. Nel secondo turno ci potrebbe essere un derby italiano se Alberta Brianti supererà l’altra wildcard Sloane Stephens. La diciassettenne statunitense viene dai quarti di finale di Wimbledon junior, ma sta mostrando qualche buon risultato a livello superiore, tra cui la finale nell’ITF di Caserta poche settimane or sono, in cui ha ceduto in finale a Romina Oprandi. Alberta parte comunque favorita. C’era una terza azzurra in gara, Maria Elena Camerin, ma la veneta si è già arresa a Karolina Sprem con il punteggio di 7-5 6-2, che con ogni probabilità giocherà il secondo turno contro Lucie Safarova.

Budapest senza regina. Veniamo ora a Budapest, che presenta un seeding più omogeneo, nessuna top-20, ma tutte giocatrici comprese tra la venisettesima e la cinquantunesima posizione. Le prime teste di serie sono curiosamente nate tra primavera ed estate del 1989. La prima favorita secondo la classifica è Alisa Kleybanova. La quasi ventunenne russa non sembra però in condizioni straordinarie, e non ci sembra la vera favorita del torneo. La seconda testa di serie va ad Alexandra Dulgheru, che potrebbe essere la favorita del torneo se ci trovassimo a Varsavia, dove la rumena ha colto le sue uniche due vittorie nel circuito WTA. Terza favorita Timea Bacsinszky, ma anche l’elvetica non sta certo ottenendo risultati straordinari negli ultimi tempi. Dopo le tre ragazze dell’89 viene Anabel Medina-Garrigues alla ricerca di un buon risultato in una stagione finora piuttosto grigia. I nomi più interessanti vengono forse nel secondo gruppo di favorite, composto da Peng Shuai (già qualificata per il secondo turno grazie al 6-1 6-3 rifilato alla giovane Njiric), la nostra Roberta Vinci, la campionessa in carica Agnes Szavay e Polona Hercog.

La campionessa in carica e le altre. Partiamo dalla giocatrice di casa, Agnes Szavay. La ventunenne di Kiskunhalas sta ancora faticando a recuperare il livello che raggiunse giovanissima a fine 2007, ma l’aria di casa potrebbe farle bene ancora una volta. A diciannove anni appare invece sulla rampa di lancio la slovena Polona Hercog, ottava testa di serie. Dopo un Wimbledon deludente, Polona potrebbe trovare in Ungheria la zampata vincente.

Un derby sicuro. Per finire con le teste di serie, eccoci a Roberta Vinci. Come abbiamo anticipato nell’apertura, la pugliese dovrà disputare un derby nel suo primo turno contro l’unica altra azzurra in tabellone, Tathiana Garbin. La vincitrice potrebbe affrontare Sorana Cirstea nel quarto di finale presidiato dalla Medina Garrigues. Parlando di speranze, in tabellone c’è anche Anna Chakvetadze, l’ex top10 in crisi verticale ha già passato il primo turno superando nettamente Mariya Koryttseva. Se la russa riuscisse a scacciare i suoi fantasmi, andrebbe considerata tra le favorite del torneo, ma temiamo che questa rimarrà solo una speranza.


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