WTA DUBAI: SERENA SI RITIRA. BENE RADWANSKA, STOSUR E KVITOVA

TENNIS - Serena Williams si ritira dal torneo di Dubai a causa di problemi alla schiena. Agnieszka Radwanska supera 7-5 6-3 la speranza Yulia Putintseva. Vittoria su misura di Petra Kvitova sulla Ivanocic. Avanti facili Stosur, Wozniacki e Petrova.
mercoledì, 20 Febbraio 2013

Tennis. Dubai. Un match d’altri tempi. Certo, né Agnieszka Radwanska e neppure Yulia Putintseva hanno il rovescio ad una mano, colpo tanto celebrato dai puristi del ‘nobil gioco’, così come nessuna delle due è un’esponente del serve & volley, ci mancherebbe. Eppure Agnieszka e Yulia, divise da sei anni, giocano un tennis che non ha nulla ha da spartire con la potenza esasperata e monocorde, nonché fine a se’ stessa, che una serie di ‘giocatrici fotocopia’ portano in campo da diversi, troppi, anni a questa parte. Si è detto e scritto mille volte, Agnieszka Radwanska, fatte le debite proporzioni, è una sorta di Chris Evert del 2000. Il fisico minuto, l’impostazione classica, tatticamente dotata di un acume eccezionale. Yulia Putintseva, classe 1995 invece… E qui viene il difficile, che genere di tennista è la diciottenne nata a Mosca ma che dal giugno 2012 ha il passaporto kazako? Aiutata da un impatto pulitissimo, la palla di Yulia viaggia eccome, eppure durante lo scambio ha nei cambi di ritmo e di rotazione la sua forza. Se nel rovescio a due mani ha forse il movimento più bello che si sia visto dai tempi di Martina Hingis, ad una esegue un pregevole back e, oltre a non disdegnare la rete, nonostante sia alta solamente 1 metro e cinquantasei centimetri, è provvista di un buon servizio. I risultati non si sono fatti attendere: se a quindici anni ha raggiunto la finale agli US Open under 18; dall’agosto 2011 ha già vinto sei tornei ITF: tre 25.000 $, due 50.000 $ e un 100.000 $. A Dubai Yulia Putintseva ha beneficiato di una wild card ed ha sconfitto Laura Robson, prima di perdere, seppure dopo un ora e cinquanta minuti di gioco, contro la numero quattro del mondo, Agnieszka Radwanska.

Sin dai primi scambi la polacca ha cercato di prendere in mano il gioco raggiungendo la rete ma, se in un’occasione è stata superata da un pallonetto millimetrico che ha preso un pizzico di riga, un’altra volta è stata passata da un rovescio incrociato stretto. Non le va meglio quando cerca di premere da fondo campo: la Putintseva si appoggia che è una meraviglia sulle sue palline pulite ed Aga si vede sfilare prima un vincente di rovescio in lungolinea, poi un diritto incrociato che proiettano la sua avversaria in vantaggio per 2-1 con un break di vantaggio. Aga a questo punto si resetta’ ed inizia a tessere la sua tela, inducendo la kazaka ad una serie di errori che le permettono di svoltare il campo sul 3-2 in proprio favore. Basta però un niente perché la Putintseva si riporti in vantaggio: è sufficiente che la Radwanska accorci quel minimo, o che commetta anche solo un paio di errori gratuiti perché la diciottenne moscovita possa volare sul 4-3. Cade qualche goccia di pioggia ed il servizio continua a non essere determinante, almeno fino al 6-5 per Aga che, dopo aver recuperato dal 40-15 per la Putintseva, fa propria la prima frazione. Yulia però non molla e riesce a portarsi in vantaggio di un break finché, sul 2-1 40-30, tutto in suo favore, gli spettatori assistono al punto più bello dell’incontro. Dopo uno scambio interminabile, quanto mirabile sotto il profilo dei cambi di ritmo, la Radwanska accelera di rovescio e segue a rete; la Putintseva tira una fucilata di rovescio in lungolinea a cui Aga si oppone adagiando una stop volley ad un palmo dalla rete e infine, dopo l’ennesimo recupero della giovanissima avversaria, chiude a campo aperto. Il 2-2 si concretizza ben presto e, seppure il potenziale 3-1 non sembra gravare troppo nella mente della diciottenne kazaka, la numero quattro del mondo gioca d’astuzia e d’esperienza proprio i punti che pesano’ e va 3-2. L’ultimo game che realizza Yulia è quello del 3-3; poi la Radwanka non le concede più nulla e chiude 7-5 6-3.

Dopo essersi bombardate reciprocamente per un ora e quarantadue minuti Petra Kvitova ha battuto Ana Ivanovic per 7-5 7-6. L’avvio della ceca è fulminante e per quattro game impedisce alla ventiseienne serba di fare alcunché. Ingiocabile al servizio, ingiocabile in risposta, Ana riesce a sbloccare il tabellone dallo zero quando si porta sul 1-4. Di nuovo la Kvitova allunga sul 5-1 mentre Ana, pur senza qualche difficoltà racimola un altro game. Poi il balck out. Se Petra inizia a sparacchiare fuori; la Ivanovic, non si accontenta di accogliere la pioggia di gratuiti gentilmente concessi, ma a sua volta preme su ogni palla, chiudendo e sbagliando, ma sopratutto rischiando di vanificare quella serie infinita di regali. La tennista di Belgrado riesce comunque a trascinarsi sul 5-5. E così, proprio mentre sul volto dell’ex numero uno del mondo si insinua la speranza, alla Kvitova si riaccende la luce e fa suo il primo set per 7-5. La seconda frazione procede in perfetta parità finché, nel settimo game, la vincitrice di Wimbledon 2011 strappa il servizio alla serba. La mancanza del benché minimo criterio si impossessa nuovamente di Petra quando va a servire per il match, la prima volta sul 5-4, la seconda sul 6-5. Poi al tie-break, nemmeno fosse un virus, la fretta e l’illogicità si impossessa della splendida Ana che riesce a mettere in saccoccia un solo punto. 7-5 7-6 il risultato finale per la ceca che ora dovrà vedersela con Agnieszka Radwanska.

Entrata in tabellone come ‘lucky loser‘ dopo il forfait di Victoria Azarenka, Carla Suarez Navarro è stata surclassata da Nadia Petrova che le ha inflitto un perentorio 6-1 6-0. Con un punteggio identico, Caroline Wozniacki è invece prevalsa sulla cinese Jie Zheng. Avanza i quarti di finale anche la testa di serie numero sette del tabellone, Samantha Stosur che ha sconfitto la taiwanese Su-Wei Hsieh. Un match equilibrato fino al 4-4 del primo set, quando l’australiana è riuscita a strappare il servizio alla Hsieh, per poi mettere segno otto game consecutivi ed aggiudicarsi il match per 6-4 6-0.

Dopo la contrattura accusata durante i quarti degli Australian Open persi contro Sloane Stephens; le temperature piuttosto gelide di Doha unite ad alcuni match particolarmente faticosi, hanno messo a dura prova la schiena un pochino malandata di Serena Williams. In giornata la numero uno del mondo, ha infatti annunciato il suo ritiro dal torneo a causa di un problema, non ben specificato, alla schiena.

 

DUBAI DUTY FREE TENNIS CHANPIONSHIPS – Secondo turno

Agnieszka Radwanska (Pol) beat Yulia Putintseva (Kaz) 7-5 6-3

Nadia Petrova (Rus) beat Carla Suarez Navarro (Esp) 6-1 6-0

Roberta Vinci (Ita) beat Angelique Kerber (Ger) 7-5 6-1

Caroline Wozniacki (Den) beat Jie Zheng (Chn) 6-0 6-1

Samantha Stosur (Aus) beat Su-Wei Hsieh (Tpe) 6-4 6-0

Petra Kvitova (Cze) beat Ana Ivanovic (Srb) 7-5 7-6

Marion Bartoli (Fra) beat Serena Williams (Usa) ret.


2 Commenti per “WTA DUBAI: SERENA SI RITIRA. BENE RADWANSKA, STOSUR E KVITOVA”


  1. Samantha Casella ha detto:

    Sono contenta pure io per la Kvitova, ma se solo la Putintseva fosse 10 cm in più nell’arco di due anni il tennis femminile avrebbe trovato la sua nuova numero uno..

  2. Michele Alinovi ha detto:

    Sono proprio contento che la Kvitova stia ritornando ai massimi livelli! L’ho vista qui come a Doha visibilmente dimagrita e più concentrata. Spero in un suo grande ritorno, con il recente “calo” di Serena, tra le forti è lei quella che preferisco


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