WTA, IL PAGELLONE FINALE

Un altro, intenso anno di tennis volge al termine. Tennis.it mette i voti di fine stagione alle stelle della Wta e sancisce promozioni e bocciature

Tennis. Un altro anno va in archivio e si sistema nel cassetto dei ricordi. Un’altra stagione ricca di momenti belli e meno belli, di imprese straordinarie e clamorose delusioni. Come a scuola, con la fine dell’anno, arriva il momento degli scrutini finali, delle promozioni e delle bocciature. Tennis.it dà i voti al circuito Wta.

Sara Errani, voto 10 e lode. Non ce ne vogliano le altre, ma la migliore della classe quest’anno, per noi, è la nostra piccola grande Sarita. Non ha vinto slam e non ha dominato come può aver fatto Serena Williams, ma ha raggiunto dei risultati che nessuno nel mondo avrebbe mai potuto immaginare. Partita fuori dalle prime 40 giocatrici del mondo, ha chiuso al numero 6, con all’attivo una serie di risultati incredibili. Dopo aver raggiunto la finale al Roland Garros, riscrivendo la storia del nostro tennis, è stata in grado di confermare l’incredibile risultato con la semifinale allo Us Open, un traguardo che all’Italia in gonnella mancava da ben 82 anni. A tutto questo ha aggiunto una straordinaria stagione in doppio con l’amica Roberta Vinci, culminata nella conquista di due prove del Grande Slam (Roland Garros e Us Open) e nel raggiungimento della prima posizione al mondo, prima coppia tutta italiana a guardare tutti dall’alto nella storia. Tutto questo, senza avere dalla sua un fisico statuario, requisito che nel tennis femminile moderno sembra essere indispensabile per avere successo. Sembra appunto. Il premio di fine stagione come giocatrice più migliorata non è un riconoscimento adeguato a descrivere la grandezza della sua stagione. Incommensurabile  

Serena Williams, voto 10. Errani da noi ha avuto una lode in più della Williams, ma è l’americana, ovviamente, la padrona del 2012. Serena, da autentica araba fenice, è riuscita a risorgere dalle sue ceneri, dopo praticamente un anno di assenza dal circuito. Il suo rientro è stato lento, graduale, caratterizzato da sconfitte inattese, come quelle all’Australian Open ed al Roland Garros, ma una volta ripreso il ritmo, la Williams si è abbattuta sul circuito femminile come un tornado, travolgendo qualsiasi avversaria si ponesse tra lei e la vittoria, dimostrando una superiorità di gioco talmente schiacciante da mettere in crisi il ranking, che a fine anno la pone solo sul terzo gradino del podio, nonostante da Wimbledon in poi, la Williams abbia vinto qualsiasi cosa ci fosse da vincere (Championships, Olimpiadi, Us Open e Masters finale), perdendo una sola partita (su quattro sconfitte totali nel 2012), nell’irrilevante appuntamento di Cincinnati. Il nuovo anno, per Serenona, si prospetta come quello della riconquista di un trono che le spetta di diritto, quello di regina del tennis femminile. Fuori categoria

Victoria Azarenka, Voto 9. Non ci fosse stata Serena Williams, in questo 2012, probabilmente, “Vika” avrebbe vinto molte più prove del Grande Slam. La bielorussa è stata sconfitta dall’americana in semifinale a Wimbledon e in finale allo Us Open. Il 2012 però è stato anche l’anno del primo torneo Major per la Azarenka, che in Australia è entrata nel club delle teste coronate. Da sempre dotata di un tennis di grandissimo spessore, quest’anno il cambio di passo definitivo è arrivato grazie ad una notevole crescita mentale, che le ha permesso di superare i momenti di difficoltà con grande carattere, dopo che negli anni passati, aveva mostrato un’eccessiva fragilità emotiva, che per forza di cose la portava a sciogliersi nei momenti più delicati. La numero uno del mondo è stata anche l’unica capace di impensierire seriamente la Williams nel suo momento di massimo splendore e se avesse vinto quella finale a New York, dove era avanti 5-3 nel terzo set, non avrebbe rubato assolutamente nulla. Nel 2013 dovrà fare quell’ulteriore passo in avanti per arrivare ad essere considerata la vera numero uno del mondo, non solo quella del computer. Sbocciata

Maria Sharapova, Voto 7,5. Terza incomoda in vetta al ranking, ha disputato una stagione caratterizzata, forse per la prima volta in carriera, da una grandissima continuità di rendimento e, soprattutto, di risultati. Ha concluso il Carreer Slam, imponendosi a Parigi, unica prova Slam, nella quale Azarenka e Williams hanno deluso. Tra lei e il resto del circuito c’è un abisso, ma Vika e Serena sono ancora lontanissime in questo momento, come abbiamo avuto modo di vedere quasi ogni volta che Masha ha incontrato le sue due più accanite rivali. Ha dalla sua una grandissima combattività e freddezza, ma rispetto a Williams e Azarenka paga un fisico meno solido ed alcuni problemi cronici, come il numero eccessivo di doppi falli, difficilmente risolvibili in questo momento della carriera. I suoi trionfi quest’anno sono stati eccessivamente legati ai cali delle due rivali principali e probabilmente questa tendenza continuerà anche l’anno venturo. Ad ogni modo per la corsa al numero uno, Masha ci sarà. Tigre

Agnieszka Radwanska, voto 7. Il 2012 è stato un anno importante anche per “Aga”, che ha ricevuto la consacrazione di un grande risultato a livello Slam. In questi anni alla polacca era sempre mancata una grande prova in un grande torneo e nel “poker” non era mai andata oltre i quarti di finale. Perciò, a dispetto di un’ottima continuità di rendimento, la sua credibilità ad altissimo livello non era elevata. A Wimbledon, il torneo dove le sue doti di “prestigiatrice” con la racchetta danno i maggiori frutti, è arrivata una fantastica finale, giocata al massimo contro Serena. Il suo è un tennis diverso, intelligente e raffinato, che negli anni si fa sempre più efficace. Quest’anno la polacca è stata la prima tra le umane ed ha chiuso al quarto posto, seppur lontanissima dalle tre di testa. Difficilmente potrà fare di più, se le altre non rallentano, ma il suo tennis rappresenta qualcosa di quasi irripetibile al giorno oggi. Maga

Angelique Kerber, voto 7. La tedesca rappresenta il lato fisico del circuito Wta. Il suo successo parte innanzitutto da una preparazione atletica degna di un campo militare, che le permette di stare in campo per ore e di correre da una parte all’altra del rettangolo di gioco senza problemi. Questa incredibile forma fisica le ha permesso di giocare come nessun’altra. Con 82 partite alle spalle infatti è stata la tennista che più ha passato più tempo in campo in questo 2012 che volge al termine. Purtroppo il grande impegno non è bastato a centrare un risultato importantissimo, anche se la conferma della semifinale a New York, è un traguardo che in pochi pensavano la tedesca potesse ottenere. Iron woman

Petra Kvitova, voto 4. Doveva essere l’anno delle definitiva consacrazione, la stagione in cui la ceca avrebbe preso in mano lo scettro di regina del tennis mondiale per non mollarlo più per lungo tempo. Dopo il successo a Wimbledon e la chiusura di stagione trionfale nel 2011, la Kvitova era pronta sulla rampa di lancio. Il suo tennis potentissimo, ma allo stesso tempo pulito e vario, doveva condurla a innumerevoli successi in questo 2012, invece quando l’anno ormai tramonta, possiamo parlare senza timori di smentita di flop totale. L’involuzione della mancina ceca passa innanzitutto da una condizione fisica rivedibile, che non le permette una buona ricerca della palla con i piedi, con i conseguenti, numerosissimi errori. Risultati a parte (semifinale a Melbourne e Parigi), a preoccupare è la scarsa fame di successo, almeno apparente. Una come la Kvitova ha il tennis per azzannare ogni partita, invece non riesce a sfruttare il suo enorme potenziale tecnico-fisico e complice la scarsa forma fisica, finisce spesso, troppo spesso, per regalare le partite anche ad avversarie decisamente meno dotate di lei. Delusione

Caroline Wozniacki, voto 4-. Ha iniziato la stagione da contestatissima numero uno, lo ha chiuso al decimo posto, dopo una stagione decisamente anonima e senza grandi picchi. Dopo aver primeggiato senza l’alloro di uno Slam, Caro, esasperata dalle critiche, non è più riuscita ad esprimersi al meglio nemmeno negli appuntamenti minori, che negli anni passati le avevano consentito di conquistare i tantissimi punti necessari per la vetta. Il suo gioco, considerato eccessivamente difensivo, è rimasto tale anche nel 2012, ma contrariamente agli anni scorsi non le ha consegnato alcun successo di rilievo. Della sua stagione, si ricorda quasi esclusivamente la vittoria su Serena Williams, una delle uniche quattro sconfitte subite dall’americana. Probabilmente non sarà mai più numero uno e forse nemmeno merita di esserlo, tuttavia, ha dimostrato di poter ambire almeno ad un posto in top 5 ed il 2013, senza la pressione della vetta, deve essere l’anno della rinascita. Provaci ancora Caro

Roberta Vinci, voto 8. Il 2011 è stato l’anno dell’esplosione come singolarista, culminato nella conquista di tre tornei e nell’ingresso in top 30. In pochi pensavano che “Robertina” potesse riuscire a fare meglio, con il suo tennis anacronistico, che alla spada preferisce il fioretto e alla violenza, l’astuzia. Non solo la consacrazione in doppio con la conquista dei due Major con la Errani, ma anche ulteriori miglioramenti in singolo, con l’ingresso in top 20 e i primi quarti di finale Slam (divenuti poi storici in quanto l’hanno vista opposta alla sua compagna di doppio). Brillante

Camila Giorgi, voto 6,5. È la più grande speranza del tennis femminile italiano. Quest’anno a Wimbledon c’è stata l’epifania, con gli inattesi ottavi di finale. Purtroppo quel risultato non ha avuto seguito nei tornei successivi e nelle ultime apparizioni le ombre sono state molto più numerose delle luci. Il suo tennis, al momento, non ha mezze misure e l’unico piano tattico in dote all’italo-argentina è quello di picchiare, picchiare e ancora picchiare. Nello sport però, come recitava un famoso spot, la potenza è nulla senza controllo e per arrivare in alto, Camila dovrà arricchire il suo gioco con armi diverse. Il tempo, per adesso è dalla sua parte. Calma, in tutti i sensi

Francesca Schiavone, voto 4. È lei la delusione dell’anno. Il suo 2012 è stato un incubo, senza luci. Ovviamente ciò non cancella le due meravigliose stagioni precedenti e a 32 anni è anche fisiologico accusare un calo. Quello che allarma però, è la scarsa voglia di lottare messa in campo dalla leonessa, che a tratti è sembrata essere quasi svuotata di ogni motivazione. Sapendo quanto il lato emozionale sia una parte importante del suo gioco, speriamo che con il nuovo anno, alla Schiavone possa tornare quella fame, che unita all’indiscutibile talento, le permetterebbe di giocare almeno un altro anno al massimo, prima di chiudere la carriera, speriamo il più tardi possibile. Stay strong

Flavia Pennetta, s.v. Chiudiamo con Flavia, prima top ten italiana della storia. Non ce la sentiamo di attribuirle un voto, negativo o positivo che sia, perché sappiamo che, in un anno costellato da infortuni, la nostra non è stata in grado di esprimersi al massimo del suo potenziale in quasi nessuna occasione. Il suo torneo di Roma rimane comunque una delle pagine più belle dell’anno per il tennis italiano. Ora arriva la parte più difficile: rientrare dopo un infortunio in una zona “tennisticamente” delicata come il polso. Non sarà facile, ma Flavia ha la determinazione giusta per farcela e tornare più forte di prima. Ti aspettiamo


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