WTA, ABBASSIAMO IL VOLUME

La Wta non vuole costringere le sue atlete a modificare i loro atteggiamenti, ma vuole programmare un’educazione diversa alla base, puntando sulle giovani e sulle accademie
lunedì, 2 Aprile 2012

Miami (Stati Uniti) – Analizzando la storia recente con un pizzico di ironia, le finaliste degli Australian Open 2012 Victoria Azarenka e Maria Sharapova, oltre che a battersi per il titolo finale a Melbourne Park, hanno dato spazio nel breve giro del loro match, anche un saggio della potenza dei loro decibel.

Infatti oltre che battagliare per il trofeo Slam, le due avrebbero potuto benissimo scontrarsi per il ‘grugnito’ più potente, una gara che ha lasciato i poveri spettatori accorsi per il tennis, con qualche fischio di troppo all’uscita dai cancelli.

L’episodio raccontato è solo l’ultimo, di rilievo, che ha colpito il tennis femminile: numerose nel tempo sono state infatti le lamentele sopraggiunte dagli spettatori riguardo ai fastidiosi suoni emessi dalle giocatrici allo spasimo delle forze. La protesta non è però di carattere semplicemente esterno, anzi le rimostranze provengono spesso anche da alcune colleghe infastidite dall’atteggiamento (considerato eccessivo) di alcune tenniste in campo.

Visto il tema, decisamente caldo, la Wta dopo un periodo di riflessione ha deciso di prendere in mano la situazione e durante il torneo di Miami ha riunito gli stati generali per analizzare possibili provvedimenti in merito: l’obiettivo naturalmente è quello di abbassare il volume alle giocatrici.

Già qualche tempo fa la Bbc aveva alzato la polemica durante il torneo di Wimbledon, proponendo un silenziatore automatico per le giocatrici più rumorose (per alleviare le orecchie di coloro che seguivano i match in tv), ma il tema – tra il serio e il faceto –  sta diventando sempre di maggiore attualità.

La Wta non vuole costringere però le sue atlete a modificare i loro atteggiamenti, piuttosto amerebbe programmare un’educazione diversa alla base puntando sulle giovani e sulle accademie, in modo da ‘estirpare’ il male alla base.

Il grugnito alla di per sé non è un male, hanno fatto sapere dai piani alti dell’associazione, il problema nasce quando diventa eccessivo e quindi noioso. Bisogna ri-educare le giovani generazioni, per evitare che diventi un’abitudine anche in futuro. Il grugnito non può essere paragonato, in scala, alla possibilità di accedere alle zone alte della classifica.

Anche la ex numero 1 Caroline Wozniacki si è spesso lamentata dell’eccessiva rumorosità di alcune sue compagne di gioco, affermando che proprio quell’atteggiamento al servizio spesso porta a perdere la concentrazione in posizione di riposta.

Credo – ha affermato la danese– che alcune tenniste alzino il volume di proposito durante i match, perché durante gli allenamenti hanno un atteggiamento diverso”.

Il problema comunque non è di nascita recente, anzi ha attraversato il tennis femminile almeno negli ultimi due decenni. Uno dei precedenti famosi fu quello in cui Monica Seles, la quale fu richiamata per ben due volte dal giudice di sedia nella semifinale vinta contro Martina Navratilova a Wimbledon nel 1992.

La lotta quindi continua, ma probabilmente la soluzione sta a metà strada tra l’educazione e il buon senso, perché il tennis è un gioco che richiede silenzio e concentrazione.


1 Commento per “WTA, ABBASSIAMO IL VOLUME”


  1. Mariarosa ha detto:

    Mio marito ed io siamo perfettamente d’accordo e pensiamo che sia fiato sprecato per chi lo fa, toglie concentrazione e risulta fastidioso per chi riceve o non lo fa. Una su tutte è la Azarenka che addirittura risulta antipatica e fastidiosissima dalla TV, per cui possiamo immaginare come potrebbe essere stando sul campo…


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