WTA QUEBEC CITY: VAN UYTVANCK NUOVA REGINA, BABOS CROLLA SUL PIU’ BELLO

Epilogo a sorpresa con la belga impostasi in rimonta e capace di cogliere il primo titolo WTA in carriera, mentre l'ungherese conserva molti rimpianti
domenica, 17 Settembre 2017

Tennis. Alison Van Uytvanck è la nuova regina del prestigioso WTA International di Quebec City, una vincitrice a sorpresa per un appuntamento sul cemento indoor canadese che ha regalato davvero tantissimi colpi di scena impreziositi anche da una qualità di tennis piuttosto gradevole. La belga ha approfittato nel migliore dei modi di un tabellone non troppo complicato centrando così il primo titolo a livello WTA della propria carriera dopo la finale persa due stagioni fa ad Antwerp, un meritato riconoscimento se si considera gli sforzi effettuati dalla 23enne nativa di Vilvoorde per rimanere sempre intorno alla centesima posizione del ranking mondiale.

A subire un’incredibile beffa è stata invece l’ungherese Timea Babos, accreditata del ruolo di legittima favorita alla vigilia, ma autrice di una prestazione troppo altalenante come testimonia perfettamente lo score conclusivo di 5-7 6-4 6-1 maturato in due ore e otto minuti di battaglia senza esclusione di colpi. La terza favorita del seeding vede dunque svanire l’opportunità di infilare il terzo sigillo complessivo, bissando inoltre il trofeo sollevato proprio quest’anno nella suggestiva cornice di Budapest davanti al pubblico amico. Un rammarico che comunque nulla toglie ad una settimana davvero molto positiva, non archiviata nel migliore dei modi forse anche per via della stanchezza accumulata dalla durissima semifinale portata a casa ai danni della prima testa di serie Lucie Safarova nella giornata di ieri.

La frazione inaugurale è caratterizzata da enorme equilibrio senza che nessuna delle due contendenti riesca veramente a guadagnarsi preziose opportunità in risposta, complice anche una percentuale altissima di resa al servizio da parte di entrambe pur senza scagliare un numero impressionante di aces (quattro a testa). Il primo vero scossone si verifica nel corso del nono game, quando la belga vede svanire una chance che l’avrebbe mandata alla battuta per aggiudicarsi il parziale, rimarcando in tal caso l’ottima gestione della Babos bravissima a mantenere i nervi saldi; nel gioco successivo è tuttavia la numero 98 del ranking a doversi salvare, annullando nel migliore dei modi una palla break che corrispondeva anche ad un pericolosissimo set point in favore della rivale. Proprio nel momento in cui il tiebreak appariva come l’unico epilogo possibile, Timea è stata in grado di piazzare l’allungo cruciale garantendosi così la possibilità di fare corsa di testa dopo aver letteralmente sbriciolato la resistenza della rivale.

L’abbrivio acquisito in precedenza ha poi consentito alla testa di serie numero tre di controllare le operazioni anche nel secondo set, da avere a propria disposizione la bellezza di sei palle break in un secondo game durato addirittura tredici minuti complessivi. Svanita però la grande occasione, ecco che l’inerzia ha cominciato progressivamente a spostarsi dalla parte di Alison pronta ad approfittarne, come esemplifica lo strappo messo a segno sul 2-2 che ha sancito l’ultima emozione prima della terza e decisiva partita. Da segnalare in tal senso il significativo 100% della Van Uytvanck alla voce palle break convertite.

La stanchezza unita al contraccolpo psicologica ha finito presto per abbattersi sulla povera Babos, le cui residue speranze di trionfo sono sostanzialmente tramontante quando ha ceduto la battuta nel game inaugurale della frazione. Da lì in poi è stata solo accademia per la tennista classe ’94, abile a mantenere sempre alta la concentrazione nonostante il body language dell’avversario suggerisse ormai un epilogo imminente. Timea è riuscita almeno ad evitare di concludere il proprio torneo subendo un bagel, davvero una magrissima consolazione se si pensa che sembrava tutto pronto in sede di presentazione ad assistere ad uno show della portacolori magiara.


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