INARRESTABILE SERENA

La Williams vince il secondo torneo consecutivo. Nella finale della Rogers Cup WTA, sconfitta Samantha Stosur 6-4/6-2

Toronto (Canada) – Tremenda, Serena Williams. Nemmeno Samantha Stosur è riuscita a frenarne la corsa e l’ex-numero 1 della classifica mondiale ha incamerato il secondo titolo consecutivo delle US Open Series battendo nella finale della Rogers Cup l’australiana con il punteggio di 6-4/6-2.

Minacciava pioggia il cielo sopra Toronto e le due finaliste devono aver preso sul serio, almeno all’inizio, la minaccia di interruzione che incombeva sul match. Pochi scambi e game rapidi, con i servizi che prevalevano nettamente sulle risposte. Fino al 4-4, quattro anche i punti concessi dalla Stosur nei quattro turni di battuta; appena uno in più da Serena Williams.

La rottura dell’equilibrio giungeva al nono game ed era Samantha Stosur a farne le spese. Avanti 40-15, dopo un bel punto chiuso da un paio di volee e un altro ottenuto in maniera insolita (tre rovesci in back per mandare fuori giri l’americana e il dritto vincente sulla riga), la Stosur si incartava su un rovescio senza pretese dopo che Serena l’aveva appena fulminata con una risposta paralizzante. La Williams otteneva la prima palla-break disinnescando il dritto dell’avversaria, che è tanto letale quando ha il tempo di piantare bene i piedi sul terreno quanto diventa resistibile e falloso quando è costretta a giocarlo in movimento, ma sciupava tutto sbagliando a sua volta con lo stesso colpo.

Un micidiale rovescio lungo linea in corsa e fuori equilibrio regalava a Serena la seconda opportunità, stavolta capitalizzata con un attacco perentorio di dritto chiuso dalla comoda volee. Dopo il cambio di campo, la Stosur provava a reagire ma Serena saliva 30-15 con un pregevole cambio di ritmo (due palle alte e un dritto in back che induceva in tentazione Samantha); gli ultimi due punti del set erano una seconda sulla linea centrale e un vincente di dritto.

Sam accusava il colpo e dover servire con quello stato d’animo all’inizio del secondo parziale non era la miglior situazione. Infatti, un paio di scambi lunghi premiavano Serena Williams (15-40) che però tendeva una mano all’australiana con gli errori della parità. Una bella difesa e due dritti decretavano il break che sapeva tanto di game-over. L’eccessiva differenza tra dritto e rovescio è l’handicap più evidente della Stosur e pure Serena, che spesso non indulge troppo in tatticismi, lo sa; il 2-0 arrivava con una prima vincente e sulla palla-break del terzo game c’era il rischio concreto che la sfida potesse dichiararsi chiusa anzitempo.

Invece Samantha veniva a capo di un gioco lungo dodici punti e provava a crederci ancora. Illusione pura. La Williams chiudeva a zero il game del 3-1 e la Stosur mostrava tutta la sua perduta tranquillità con il doppio fallo del 15-30, il rovescio largo di frustrazione del 15-40 e infine il dritto in rete del doppio break: 4-1 Williams e mamma butta la pasta.

Dopo il cambio di campo, Sam si presentava senza occhiali scuri ma l’escamotage non l’aiutava a vederci più chiaramente. Serena piazzava due ace e un dritto vincente (5-1), si rilassava per un game (5-2) ma straripava nell’ultimo turno di servizio. Con due ace andava 30-0, con il terzo annullava la prima e unica palla-break concessa nell’incontro e con altri due chiudeva la finale, prima di abbandonarsi a un’esultanza che è tutto un programma.

Serena is back! E, in vista di Flushing Meadows, per tutte le altre è una pessima notizia.


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