YANNICK NOAH: “DISCIPLINA E’ LA PAROLA CHIAVE”

Noah torna in sella alla guida della Francia e lo fa avendo ben chiaro l'obiettivo: "Serve disciplina. E' certamente la parola chiave del mio nuovo corso".
mercoledì, 23 Settembre 2015

TENNIS – Abituati ad immaginare Yannick Noah come una persona ombrosa, fredda, glaciale e poco avvezzo alla simpatia, c’è da ricredersi osservando attentamente la conferenza stampa di presentazione come nuovo (anche se è un rendezvous) capitano di Coppa Davis francese. Autorità si, ma anche tanti sorrisi ed una ‘strabordante’ sicurezza che dovrà essere trasmessa anche ai giocatori transalpini, proprio quest’ultimi indiziati numero uno (alcuni di loro) nell’aver scritto la parola ‘the end’ all’avventura del predecessore di Yannick, Arnaud Clement.

Le prime parole di Noah sono chiare e limpide, senza fronzoli, senza nessun tipo di sottotitolo: “Non tollererò alcun tipo di atteggiamento che non sia quello collaborativo e di fermo rigore. La disciplina sopra ogni cosa”, ha sentenziato l’ex campione Garros.

”Per far si che un quadro da bello diventi anche famoso c’è bisogno anche e soprattutto di una buona cornice” ha detto Noah, riferendosi senza mezze misure a quello che ha dovuto ‘sopportare’ Clement nell’ultimo anno post sconfitta a Lille quando gran parte dei big (Gasquet e Tosonga su tutti) hanno fatto di tutto per mettersi di traverso all’oramai ex numero uno francese.

Noah si è presentato nella splendida cornice dello stadio del Roland Garros, Parigi centro, scenario tra l’altro del suo unico Slam vinto. Ha sorpreso in questa prima uscita da selezionatore il contrasto tra le sue parole dure, rigorose e a tratti anche spigolose col suo look da sempre decisamente eccentrico. Cappello grigio, cardigan e sul suo petto nudo una lunga collana. Negli ultimi tre anni, a detta di Yannick, qualche giocatore giocando la Davis non è apparso concentrato al 100% cosa che , assicura il neo tecnico, non accadrà mai più.

”In passato sono stato sempre molto duro nei confronti coi miei giocatori, non avrò paura di esserlo ancora una volta. C’è di mezzo il bene della Francia del tennis e nulla può e deve essere lasciato al caso”, ha concluso il padre della stella Nba dei Chicago Bulls.

La novità sta nel fatto che il neo coach ha già avuto modo di parlare con alcuni giocatori tra i quali Jo-Wilfried Tsonga, Richard Gasquet, Gaël Monfils e Gilles Simon. Tutti, secondo Noah, sono stati d’accordo circa le linee guida da seguire per tornare ad essere grandi evitando le brutte figure degli ultimi anni.

”Il mio progetto? Molto semplice!’‘ ha detto il 55enne. ”Forse per loro sarà una novità trovarsi di fronte un leader come me, ma quello che è il passato adesso non conta. Resettiamo tutto e partiamo. Ho detto loro delle cose semplici e anche banali. Se tutti remiamo nella stessa direzione non possiamo non tornare a trionfare”.

La Francia, finalista lo scorso anno contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, quest’anno è caduta ai quarti di finale sotto i colpi della Gran Bretagna di Andy Murray. Quasi un sacrilegio per coloro che si professano, da sempre, i maestri del tennis qualitativo. Sconfitta, quella subita al Queen’s, che ha di fatto messo la parola fine all’esperienza come capitano del buon Arnaud Clement, criticato a più non posso da buona parte della stampa transalpina. Inaccetabili secondo quest’ultimi le scelte cervellotiche viste a Londra, con un Simon preferito a Gasquet (reduce una settimana prima da un Wimbledon sontuoso).

”Come mi sento? Come uno che non ha mai mollato questo ruolo”, ha tuonato Noah. ”Sono sempre stato in contatto col tennis francese, non ho mai smesso di seguire ogni singolo match”.

Noah si è legato per un anno fino alla prossima Davis Cup, e solo e soltanto dopo quella data verrà fissato un ulteriore appuntamento per capire se ci saranno margini per un prolungamento. Il nuovo staff, invece, sarà ufficiale solo dopo Bercy, preludio al Masters di Londra.


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